Perchè durata costi

Specialista in ipnosi clinica Ferrara

Perchè devo rivolgermi ad uno Psicologo?

È utile rivolgersi ad uno psicologo per essere aiutati con colloqui di valutazione e sostegno quando si avverte una situazione di disagio che interferisce con il normale e/o desiderato svolgimento delle proprie attività di vita (personali, relazionali, scolastiche o lavorative, sociali…).
Lo psicologo è colui che ha conoscenze e strumenti utili per il nostro star bene, per curare le ferite, i traumi e le delusioni della vita; ma anche per aiutarci a scoprire ed utilizzare la ricchezza che è dentro ognuno di noi.
Lo psicologo aiuta la persona a focalizzare meglio i propri pensieri ed emozioni per poterli esprimere appieno.
La consulenza psicologica è un sostegno e un aiuto a ritrovare ed utilizzare le proprie risorse e potenzialità. Rivolgersi ad uno psicologo sin dai primi segnali di disagio è essenziale per prevenire l’aggravamento di una situazione.

Quanto tempo occuperà la psicoterapia nella mia vita?

Definire la durata e la frequenza di un percorso psicologico o psicoterapeutico non consente di dare una informazione corretta e certa; durata e frequenza infatti, possono dipendere da molti fattori, che non si è in grado di valutare se non insieme al paziente durante i colloqui e tenendo in considerazione tutte le variabili legate alla persona e al contesto. I normali accadimenti di vita hanno inoltre un impatto che va preso in considerazione e integrato nel lavoro terapeutico.

Quanto costa la psicoterapia?

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il D.L. 4/7/2006 n. 233 ha abolito la tariffa minima per gli psicologi, ciò consente una maggiore libertà del professionista, che deve però rispettare le indicazioni dell’Ordine degli Psicologi Italiani ed essere corretto nei confronti dei colleghi.

Le spese sostenute per le sedute, appositamente documentate, possono essere interamente portate in detrazione al capitolo “spese mediche e sanitarie”. Il terapeuta deve rilasciare apposita fattura attestante l’importo della sua tariffa, i suoi dati fiscali e quelli di iscrizione all’albo degli psicologi. Non si possono infatti detrarre spese di sedute svolte con persone non regolarmente iscritte all’Ordine degli Psicologi della regione di appartenenza.

E se mi fa il lavaggio del cervello?

Per formazione, lo psicologo/psicologa è consapevole del fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; proprio per questo ha il dovere di prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici del cliente/paziente, onde evitare di influenzarlo e di utilizzare indebitamente la sua fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza e fragilità indotte dal disagio” (art. 3 Codice Deontologico). Inoltre nell’esercizio della professione,

lo psicologo rispetta la dignità, il diritto all’autodeterminazione e all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori (art. 4 Codice Deontologico).

Un professionista serio non offre consigli, perché questi rifletterebbero il sistema di valori ai quali lui stesso fa riferimento. D’altra parte abbiamo già un’estesa cerchia di amici, parenti, conoscenti pronti a fornirci consigli, senza con questo risolvere la situazione.
Lo psicologo non deve porsi come un guru o maestro di vita, al contrario il suo compito è quello di partire da ciò che la persona racconta, per aiutarla ad aumentare la consapevolezza sul problema e cercare insieme punti di vista alternativi e nuove possibilità, che rientrino negli obiettivi e nel sistema di valori della persona stessa.

E se qualcuno viene a sapere che vado dallo psicologo/psicoterapeuta?

Lo Psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. “Non può rivelare a nessuno notizie, fatti o informazioni apprese dal cliente/paziente nel rapporto professionale con lui, neanche può informare alcuno circa le prestazioni professionali effettuate o programmate” (art. 11 Codice Deontologico). Ciò vuol dire che

lo Psicoterapeuta non può dare nessuna informazione – neanche a eventuali familiari o amici che dovessero contattarlo– sia su ciò che il cliente/paziente gli dice, sia sul fatto che quella persona è, o è stato in passato, un suo cliente/paziente.

Ma io non sono mica pazzo!

Allo psicologo si rivolgono persone che sperimentano una qualche forma di difficoltà. Se dovessimo considerare pazza una mamma o un papà che mette in discussione il suo ruolo di genitore, perché vuole che il figlio cresca nel migliore dei modi, o una persona che non riesce a reagire di fronte alla perdita del coniuge…allora saremmo tutti pazzi. Perdere punti di riferimento dopo una separazione e non riuscire a costruirsi un nuovo equilibrio significa essere pazzi? Non riuscire a raggiungere quegli obiettivi di successo che sognavamo da bambini e per questo sentirsi delusi, demotivati e insoddisfatti, è da pazzi? Potrei fare molti altri esempi, ma credo di aver reso l’idea. Questa è vita di tutti.